Conferenza di Canelli

IL 25  maggio a Canelli si è tenuta  una coonfferenza a cui erno stati invitati a parlare 6  gruppi di “giovani talenti”tra cui i ragazzi del WLP.

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La conferenza, organizzata dal Leoclub di alba e di altri paesi piemontessi, ha visto come protagonisti giovani scrittori e fotografi; il nostro intervento è duato circa mezz’ora durante la quale abbiamo parlato dei nostri progetti

Presto aggiungerò dettagi su altre conferenze e progetti, ringrazio inoltre tutti coloro che si sono impegnati al fine di rendere possibile la nostra attività

By Stewlp

 

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GLI ANIMALI ITALIANI: Il Tasso

Il tasso europeo ( meles meles ) è un mammifero predatore che abita tutta l’europa fatta eccezione delle isole, nel nostro continente è il più grande della sua famiglia, i mustelidi, di cui fanno parte principalmente le donnole, le martore, i furetti, i visoni e le lontre.Un adulto può raggiungere il metro di lunghezza, i 15 cm al garrese e pesa , da adulto , di 15 kg .Abita aree boschive in cui crea complessi sistemi di tane che, in certi casi, condivide con le volpi; la sua dieta è onnivera infatti si nutre sia di frutta e bacche sia di altri animali come topi, serpenti e conigli. Si ciba prevalentemente di notte infatti è molto raro incontrarlo.IMAG0056.JPG foto inedita di tasso (meles meles)

Durante il giorno, i tassi riposano al sicuro in una tana, la costruzione ed il mantenimento della quale rappresenta l’attività principale di questi animali in particolar modo durante la primavera e l’autunno. La tana del tasso europeo rappresenta probabilmente la più complessa fra quelle osservabili nei tassi (che sono tutti ottimi scavatori) e si tramanda di generazione in generazione per decenni o addirittura secoli, venendo continuamente ampliata e ristrutturata: una tana osservata in Inghilterracontava ben 50 camere e 178 ingressi, per un totale di 879 m di gallerie sotterranee distribuite in oltre trenta metri quadrati di superficie e cinque metri di profondità.

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I cuccioli, in numero di 1-5, vengono dati alla luce dalla femmina in una camera della tana ad essi dedicata, anche se le femmine di tasso delle aree soggette ad allagamenti sono solite partorire all’interno di edifici abbandonati. Alla nascita, i tassi sono ciechi, seminudi, di colore rosato con rado pelame grigiastro: essi misurano una decina di centimetri di lunghezza e pesano fra i 75 e i 132 g. Attorno ai 3-5 giorni di vita, sulle dita appaiono le unghiette e sul corpo diventano distinguibili le ree di pelo nero, compresa la caratteristica mascherina: gli occhi si aprono a 4-5 settimane di vita, e attorno a questo periodo cominciano a spuntare anche i denti da latte. A due mesi di vita, i piccoli tassi hanno già la colorazione definitiva e cominciano ad avventurarsi all’esterno della tana, mentre a tre mesi comincia il loro svezzamento, che solitamente si completa solo dopo ulteriori due mesi.

le foto sono state scattate da una fototrappola che abbiamo piazzato vicino a un bosco

Informazioni tratte da wikipedia

By Stewlp

La Deforestazione

In alcuni luoghi nel mondo, si deve combattere contro un problema causato da noi umani: la deforestazione. L’uomo disbosca migliaia di ettari di terreno pensando a se stesso, ma dimenticando che è l’ habitat di tantissimi animali. Questo problema è stato registrato principalmente in Amazzonia ma anche in altre foreste. Il disboscamento può portare a moltissimi problemi come: L’aumento di anidride carbonica nell’aria, la desertificazione, l’ erosione del terreno nelle zone molto piovose e l’ aumento dell’effetto serra.

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A Rio De Janéiro nel 1992 si è tenuta una riunione per parlare di questo problema e come combatterlo, ma invece negli ultimi anni è salita drasticamente la percentuale di ettari disboscati. La legge contro il disboscamento è stata fatta, ma molti ancora non la rispettano . Gli affari legati al disboscamento girano sui 150 miliardi di dollari annui.

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Il disboscamento causa il 12% di gas serra in più e l’unica soluzione è quella di ripiantare nuove piante per evitare di ferire ulteriormente i nostri “polmoni verdi”. Quindi bisogna subito intervenire per evitare che questo problema si complichi ulteriormente, per salvare la biodiversità delle nostre foreste pluviali.

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By umbywlp

 

Un passo avanti per il wild life protection

Il wild life protection ha compiuto il suo primo passo per un futuro pieno di successi. Grazie al recente intervento che abbiamo fatto su Radio Alba e alla  collaborazione con il centro di recupero dei ricci La Ninna stiamo facendo molti progressi per portare avanti il nostro progetto

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Inoltre abbiamo una raccolta fondi legata al nostro museo di fossili che ci aiuta a continuare a fornire aiuti economici al centro di recupero dei ricci e al dawid sheldrich wildlife trust (centro che aiuta gli elefantini orfani). Il 24 settembre saremo al riccio day, una manifestazione a cui tutti potrete prendere parte. Se qualcuno fosse interessato a conoscere meglio la nostra associazione o volesse avere ulteriori informazioni su di noi e sui nostri progetti  può mettersi in contatto con noi tramite il blog o tramite questa mail: museo.wlp@gmail.com

 

 

Un nuovo amico del Wild Life Protection

Abbiamo conosciuto da poco una persona molto speciale, si chiama Massimo Vacchetta e ha fondato La Ninna: un centro di recupero per salvare animali molto particolari: i ricci.

 

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Grazie alle premurose cure di Massimo i ricci crescono sani e forti  e quando si sono ripresi possono tornare in libertà dove potranno incominciare la loro nuova vita. La cura dei ricci richiede tempo e sacrifici, ma credo che ne valga veramente la pena perchè i ricci hanno bisogno di aiuto! Il numero di esemplari nella nostra zona sta diminuendo a causa della distruzione del loro habitat: i veleni usati in agricoltura uccidono gli insetti di cui si cibano i ricci.. Quindi il Wild Life Protection ha deciso di offrire al centro una piccola donazione, che contribuirà ad aiutare questi piccoli animali.

Sicuramente  faremo altre donazioni a questa nobile causa affinchè  possano essere aiutati altri ricci.

“Quello che noi facciamo è soltanto una piccola goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno”                                                                                                                                                                                          (Madre Teresa)IMG_20170909_142901.jpg

Pena di morte a un lupo

CONDANNATO A MORTE PER ESSERSI COMPORTATO DA LUPO

Ecco la storia di M75 uno dei tanti lupi condannati a morte per aver superato un limite di pecore uccise. In Svizzera i lupi sono stati sterminati e dichiarati estinti a metà del XIX secolo, vittime dei cacciatori e degli allevatori di bestiame. Dalla fine degli anni Novanta, però, questi schivi predatori hanno iniziato a tornare in Svizzera, migrando dalle Alpi italo-francesi per colonizzare nuovamente le terre dei loro avi. In Svizzera il lupo è ormai una specie protetta, ma la legge non è uguale per tutti. Sono infatti consentiti abbattimenti eccezionali “qualora singoli lupi causino danni notevoli”. È il caso di M75.

Lupo che corre

M75 è un esemplare maschio di lupo ed è stato condannato a morte dalle autorità svizzere che hanno rilasciato l’autorizzazione al suo abbattimento lo scorso 24 marzo. La sua colpa? Aver ucciso del bestiame, comportandosi effettivamente come un lupo. L’animale, di origine italiana, avrebbe ucciso circa quaranta pecore nelle valli Bregaglia, Mesolcina e Leventina tra il 21 gennaio e l’8 febbraio 2017.

Caccia al lupo

M75 ha dunque superato la soglia di venticinque animali da reddito predati da un singolo esemplare nell’arco di un mese consentita da un’ordinanza federale svizzera sulla caccia. Nessuno però è ancora riuscito a individuare l’animale che si sposta continuamente coprendo grandi areali e facendo capolino in diversi cantoni svizzeri. Si ritiene che attualmente il lupo abbia lasciato il Paese e abbia cercato riparo tra i boschi della Germania.

ALTRI CONDANNATI COME M75

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Il lupo M75 rischia di fare la fine Jj1 e daniza, solo per citarne un paio, ovvero quegli animali selvatici che hanno seguito la propria natura, non rispettando i cliché umani che gli erano stati cuciti addosso e per questo sono stati uccisi. Jj1, detto anche Bruno, era un giovane esemplare di orso bruno (Ursus arctos arctos) di appena due anni nato nel parco dell’Adamello-Brenta nell’ambito di Life ursus, un progetto di ripopolamento finanziato dall’Ue per riportare gli orsi in Trentino. Nel maggio del 2006 Jj1 decide di lasciare il suo luogo natale, in cerca di un territorio tutto suo, dinnanzi a lui si dipana una rete di sentieri che lo può condurre in nord Europa. L’orso attraversa l’Austria e si dirige infine in Germania, qui l’accoglienza però è tutt’altro che positiva, le autorità tedesche annunciano subito di volerlo morto. Inizia così la fuga di Jj1, braccato da cani e cacciatori, ma l’orso sembra sapere il fatto suo e pare che si sposti soprattutto lungo i corsi d’acqua per non lasciare tracce. La sua fuga da un mondo ormai incapace di accettare il suo lato selvatico e primordiale finisce nella notte fra il 25 e il 26 giugno, sulle rive del lago Spitzing, nella contea di Miesbach, in Baviera. Qui un gruppo di cacciatori lo sorprende addormentato e lo uccide. Daniza era invece una femmina di orso bruno uccisa nel 2014 in Trentino, colpevole di aver aggredito un cercatore di funghi (ignorante e imprudente) per difendere i propri cuccioli. La fuga di Daniza e dei suoi due cuccioli è durata quasi un mese, ed è terminata la notte del 10 settembre, quando i responsabili che monitoravano i suoi spostamenti hanno colpito con dardi muniti di anestetico lei e uno dei suoi cuccioli. L’orsa non è sopravvissuta alla narcotizzazione, il suo cuore non ha retto. Il prossimo di questa lista rischia di essere il lupo M75, ribelle moderno che culla ancora l’illusione che, in fondo, ci sia ancora posto per gli animali selvatici in questo mondo.

Tratto da lifegate

Un ospite indesiderato nel Mediterraneo

Il famigerato pesce scorpione, tra le specie più “invasive” al mondo, è stato avvistato per la prima volta anche in acque italiane. La segnalazione arriva da un team di ricercatori

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Specie tropicale, il pesce scorpione è uno “sgradito” ospite del Mediterraneo orientale da alcuni anni. Lo scorso ottobre è stato segnalato in acque tunisine e già allora ci avevano messo in guardia sul suo possibile arrivo in acque nostrane. Ora il primo avvistamento in Italia, precisamente nella riserva naturale orientata Oasi Faunistica di Vendicari, in Sicilia.
Il pesce scorpione è originario del Mar Rosso e dell’Oceano Indiano e Pacifico ma è stato introdotto in Florida, negli Usa, all’inizio degli anni ’90, forse accidentalmente, e da quel momento ha invaso tutto il Mar dei Caraibi e buona parte delle coste Atlantiche occidentali. L’impatto ecologico è stato devastante: il pesce scorpione in questi habitat non ha predatori naturali ed è invece un predatore molto aggressivo.
Come se non bastasse, è una specie pericolosa anche per l’uomo a causa del potente veleno delle sue spine che rimane attivo fino a due giorni dopo la morte. La pericolosità della specie resta elevata anche su esemplari pescati da diverse ore: la specie è commestibile, ma nelle operazioni di pulizia bisogna stare attenti a non pungersi. In alcune isole caraibiche, ad esempio a Cuba, la lotta all’invasione del pesce scorpione sta passando anche dalla tavola con programmi di educazione mirati per i pescatori e per la popolazione.

Per adesso non ci sono altre novità riguardo a questa specie “aliena” nel Mediterraneo, ma nel caso ci fossero dei cambiamenti della situazione nelle nostre acque sarete aggiornati

By stewlp

Qualcosa di straordinario

UN PICCOLO PASSO PER GLI ELEFANTI UN GRANDE PASSO PER IL WLP

In Kenya si trova il david sheldrick wildlife trust, in questo posto vivono degli orfani molto speciali come Malima che è un cucciolo di elefante africano abbandonata dal branco e savata dal david sheldrick wildlife trust. Molti altri elefantini sono stati salvati da questa associazione e non solo, li si possono trovare anche ippopotami, rinoceronti e giraffe.

Ora grazie a due preziosi sostenitori del WLP, Roberto ed Elena, siamo i genitori adottivi di Malima! Ora si trova nella nursery di Nairobi insieme ad altri elefantini orfani. Per tutta la sua infanzia vivrà nel centro e quando sarà pronta per tornare in libertà porterà una nuova speranza per gli elefanti che rischiano l’estinzione. Quando è stata trovata era stata abbandonata dal gruppo da 3 mesi e ha rischiato diverse volte di non farcela, ora costituisce il futuro degli elefanti.

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lei è la nostra amica Malima

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Il david sheldrick wildlife trust ha già salvato 500 elefanti e continuerà a salvarne anche grazie a noi! Il WLP donerà  a questa associazione i fondi raccolti finora grazie al volontariato al museo per aiutare altre splendide creature.

By stewlp

Una nuova barriera corallina

Scoperta una nuova barriera corallina sulla foce del Rio delle Amazzoni situata a grande profondità é stata ritrovata solo ora.amazon-reef

Si tratta di un ecosistema trovato in fondali dove nessuno credeva possibile. Si estende per 9.500 chilometri quadrati, dal Brasile alla Guiana francese, ed è dimora di gorgonie, alghe rosse, 73 specie di pesci, aragoste, stelle marine, rodoliti (simili a coralli) e spugne alte fino a due metri. Un ecosistema che secondo Greenpeace è però già in pericolo a causa di progetti di ricerca di idrocarburi che potrebbero partire qualora il governo brasiliano dovesse concedere le autorizzazioni richieste da compagnie come Total o BP.14e6fc3f335291ad4905805463f6a171.jpgÈ un sistema corallino importante per numerose ragioni, ad esempio possiede caratteristiche uniche rispetto alla disponibilità e all’uso di luce e alle caratteristiche fisico-chimiche dell’acqua.Abbiamo appena scoperto qualcosa di meraviglioso e già rischiamo di perderlo dobbiamo impegnarci a fondo e alla fine posti come questo non rischieranno la distruzione.

By stewlp

Cina contro il commercio illegale dell’avorio

Finalmente, dopo infinite richieste da parte della comunità ambientalista e animalista mondiale, la Cina ha annunciato la propria intenzione di mettere fine al commercio di avorio. Il bando dovrebbe avere luogo entro la fine del 2017.

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Vale la pena però di  ricordare che la sola Cina detiene il vergognoso primato mondiale del mercato dell’avorio, attestabile con una percentuale che raggiunge il 70% del traffico. In Cina, un chilogrammo di avorio può raggiungere il valore di quasi mille euro.Secondo quanto reso noto dal Consiglio di Stato cinese, la lavorazione commerciale e la vendita di avorio avranno fine entro il prossimo 31 marzo, dopodiché si procederà alla cancellazione formale di tutte le attività impegnate in questo settore, di fatto affossando completamente il traffico entro la fine del 2017. secondo il WWF si tratta di Un annuncio storico, che segna la fine del primario mercato dell’avorio a livello mondiale e che implementa sensibilmente gli sforzi per interrompere il bracconaggio di elefanti in Asia. Staremo a vedere se, nella pratica, una tale decisione porterà i significativi cambiamenti che tutti si aspettano. speriamo che la storia possa avere un bel fine per queste splendide creature.